Perchè amo i giochi da tavolo

Da dove nasce la nostra passione per i giochi da tavolo? Come mai centinaia di adulti coinvolge ragazzi e persone di ogni età e generazione a chiudersi – letteralmente – serate intere a giocare a chissà quanti giochi?

Proprio l’altro giorno stavo ragionando con i ragazzi di Gioco Full, davvero molto bravi tra l’altro, vi consiglio di visitare il loro sito web: https://www.giocofull.it/.

Discutendo del più e del meno siamo venuti ad una conclusione: chi ama i giochi da tavolo non è appassionato al gioco in sè, ma vive pienamente le emozioni che si legano indiscutibilmente alle relazioni e alla comunità creata con il gioco. Cerco di spiegarmi meglio.

Chi si è follemente innamorato di Monopoli? Dai ammettiamolo, è un gioco monotono, banale ed è davvero semplice barare per vincire. Ora però alzi la mano chi non si è divertito come un matto con gli amici o con i propri parenti a giocare e lanciare dadi per condurre la propria simpatica pedina alla vittoria. È proprio questo il punto: il coinvolgimento!

Un po’ di storia

Nel 1995 uscì un gioco chiamato “The settlers of Catan“. In quegli anni in Germania tutta la famiglia si riuniva la sera a giocare con qualche gioco, sia per passatempo, sia per insegnare qualcosa di utile ai propri figli. Inizialmente i giochi come questo non erano molto popolari, dal momento che richiedevano troppa strategia per essere giocati e apprezzati a pieno. Proprio per questo, con il passare del tempo, chi realizza e illustra i giochi da tavolo si è accorto che non sempre è importante realizzare giochi complessi e dettagliati: ecco perchè sono nati i primi giochi accessibili da tutti, addirittura cross-generation: non era insolito vedere una coppia formata da nonno + nipote vincere ogni turno.

Ovviamente non voglio gettare fango sopra Settlers of Catan, uno dei migliori giochi mai realizzati dall’essere umano. Anche quelli più complessi, in cui viene richiesta una cerca dose di esperienza e tattica vengono apprezzati da una comunità sempre in crescita.

Giochi per tutta la famiglia

Un gioco per tutti. È stato questo lo scacco matto dell’industria dei giochi da tavolo. Dai su, si tirano fuori a Natale, in ogni festa e vengono apprezzati ad ogni età.

Ovviamente le grandi aziende hanno capito che di un gioco andavano realizzate alcune varianti, che si differenziano esclusivamente dal grado di difficoltà. Ticket to Ride, ad esempio. Il gioco ‘vanilla’, ovvero l’originale, è complesso e richiede una certa dose di strategia. Il Ticket to Ride: New York, ad esempio, può essere giocato da ogni componente della famiglia dal momento che è una versione ristretta e semplificata.

Conclusioni

E tu a quale gioco da tavolo sei più affezionato? Concordi con il fatto che l’industria si sia mossa verso una direzione più consona oppure no? Scatenatevi nei commenti!

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.